GLI EFFETTI DELLA PANDEMIA NELLA FILIERA AGROALIMENTARE E LE MISURE AGEVOLATIVE.

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La decretazione d’urgenza” sinora emanata al fine di fronteggiare l’emergenza epidemiologica da Covid- 19, ha inciso, direttamente ed indirettamente, su tutta la filiera agroalimentare italiana.

Da ultimo, la parziale chiusura delle attività operanti nella ristorazione, disposta dal D.P.C.M. del 24 ottobre 2020, ha determinato una forte contrazione del fatturato di tutta la filiera agroalimentare; la quale risultava già in forte sofferenza (anche a causa del calo di export nel mercato estero).

Si è resa necessaria, infatti, l’adozione di una serie di interventi di carattere agevolativo; diretti al contenimento degli effetti negativi della pandemia.

Al riguardo, il cd. Decreto Ristori (D.L. n. 137/2020; pubblicato sulla G.U. del 28 ottobre 2020) prevede l’esonero straordinario dal versamento dei contributi previdenziali ed assistenziali (dovuti per il mese di novembre 2020); ciò in favore dei datori di lavoro operanti nel settore delle filiere agricole (comprese le aziende produttrici di vino e birra), della pesca e dell’acquacoltura.

La norma andrebbe a prorogare, limitatamente al mese di novembre, la misura già prevista nell’art. 222 del cd. Decreto Rilancio (D.L. n. 34/2020); il quale ha riconosciuto tale esonero con riferimento ai contributi dovuti per il periodo dal 1 gennaio al 30 giugno 2020.

Il successivo art. 223 del medesimo “Decreto Rilancio” (come modificato ed integrato dal cd. Decreto Agosto – D.L. n. 104/2020), inoltre, ha disposto lo stanziamento di fondi con specifico riferimento al comparto vitivinicolo.

In particolare, sono stati previsti aiuti economici in favore delle aziende vitivinicole che, attraverso la pratica della cd. vendemmia verde parziale, si impegnano a ridurre la produzione di almeno il 15% di uva destinata ai vini D.O.P. ed I.G.P.. L’entità della diminuzione della produzione, inoltre, deve essere valutata sulla scorta del valore medio delle quantità di uva prodotta negli ultimi 5 anni.

Ebbene, secondo il neo introdotto c. 1 bis del predetto art. 223, le risorse residuate dal suindicato incentivo sono destinate, da un lato, alla copertura dell’esonero contributivo disposto in favore degli operatori del settore (come meglio illustrato nelle righe che precedono); dall’altro lato, al finanziamento di misure di sostegno a vini a denominazione di origine e ad indicazione geografica (in conformità alla comunicazione della Commissione europea “Quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell’economia nell’attuale emergenza del COVID-19” del 19 marzo 2020).

Ed ancora, il nuovo “Decreto Ristori” ha previsto, in via straordinaria ed urgente, un contributo a fondo perduto (nel rispetto dei limiti e delle condizioni previste Comunicazione della Commissione europea del 19 marzo 2020); in favore delle medesime filiere agricole, della pesca e dell’acquacoltura. Ciò al fine di fornire un sostegno agli operatori dei settori maggiormente colpiti dalle misure restrittive, emanati in ragione dell’attuale emergenza sanitaria.

Sarà poi un Decreto del Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, (sentita la Conferenza permanente dello Stato, Regioni e Province autonome) a definire, nello specifico, la platea dei beneficiari nonché i criteri di accesso al predetto contributo.

Un’ulteriore novità normativa, prevista a vantaggio del settore agricolo, è contenuta nell’art. 78-bis del cd. Decreto Agosto (D.L. n. 104/2020; introdotto con la L. di conversione n. 126/2020) in materia di IMU.

Si tratta di una norma di carattere interpretativo che estende, anche agli agricoltori pensionati, i benefici fiscali relativi all’esenzione dell’IMU; ciò con riferimento ai terreni agricoli posseduti e condotti dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali. Ne deriva la possibilità, per i medesimi agricoltori pensionati, di richiedere il rimborso delle somme eventualmente versate negli anni precedenti, per effetto dell’applicazione retroattiva della norma.

La disposizione, dunque, riconosce agli agricoltori pensionati, le agevolazioni fiscali previste dell’art. 1, c. 758 della L. 160/2019, a condizione che svolgano ancora l’attività agricola e che mantengano l’iscrizione nella relativa gestione previdenziale e assistenziale agricola.

L’intervento del Decreto in esame ha consentito di superare la querelle giurisprudenziale che, nel vuoto normativo, aveva dato luogo a contrastanti orientamenti; spesso contrari alla posizione del Ministero dell’economia e delle finanze che, nella risoluzione n. 1/2018, aveva già ritenuto di estendere, ai coltivatori pensionati, il diritto alle agevolazioni IMU.

Non ci resta che attendere gli esiti delle misure economiche previste dalla predetta “decretazione d’urgenza”; al fine di verificare, concretamente, l’impatto dell’emergenza sanitaria nel settore agroalimentare e vitivinicolo.

Avv. Davide Torcello

Dott.ssa Ida Salerno

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